ADEGUAMENTO ANTI-CRISI: MODIFICHE ALLA LEGGE FALLIMENTARE

Aggiornamento: mag 26

Anche l’Italia si adegua alle norme di altri paesi europei, che cercano di mettere a punto strumenti per anticipare l’emersione della crisi e limitare i danni derivanti da gestioni approssimative e poco consapevoli

Era ora che anche le istituzioni formalizzassero qualcosa di concreto e riconducile alla limitazione di potenziali danni per le imprese, ma non solo. Intravediamo in questo decreto una grandissima opportunità per il tessuto socio-imprenditoriale italiano, perché costringe sul piano normativo, le imprese a fare i conti con indici di allerta, misurabili e concreti, su cui intervenire per garantirsi la continuità del business.

Gli obiettivi della riforma

Con il decreto “Crisi d’impresa”, anche l’Italia si adegua alle norme di altri paesi europei, che cercano di mettere a punto strumenti per anticipare l’emersione della crisi e limitare i danni derivanti da gestioni approssimative e poco consapevoli, fondate sul famoso “naso” dell’imprenditore medio nostrano.


Uno degli scopi fondamentali è prevenire segnali potenzialmente pericolosi in relazione alle aree sensibili della gestione, specie quella economico/finanziaria. Un esempio pratico?


“Capo, il flusso di cassa previsionale sfora la soglia di tollerabilità a Novembre 2021”

“Scusi Valerio e cosa significa?”

“Che a Novembre 2021 , con questo regime di vendita siamo sotto di 10 mila €”

“Ah bene, fissa una riunione col team oggi alle 17:00”


Ammesso e non concesso che “Valerio” si sia affidato a dei professionisti del settore che un flusso di cassa previsionale lo sanno realizzare, in buona sostanza si tratta di tenere monitorati i principali indicatori di carattere economico/ finanziario, per valutare tempestivamente, potenziali situazioni di crisi.


Così facendo non solo si ha una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese, ma si tutela la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro ad un potenziale fallimento.


Modifiche alla legge fallimentare

Tra le modifiche alla legge fallimentare rileviamo:

· La riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali;


· Si sostituisce il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale”;


analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei, al fine di evitare l’onta sociale e personale che si accompagna alla parola “fallito”.