• Giovanni Cigliano

IL POTENZIALE IMPATTO DEL CIGNO NERO NEL "BEL PAESE"

Aggiornato il: apr 24

Se a maggio tornasse la normalità, le imprese potrebbero già nel 2021 raggiungere un livello di ricavi dell'1,5% superiore a quello dell'anno scorso. La crisi è anche un'occasione da non perdere per un cambiamento epocale sotto tutti i punti di vista a partire dal mondo digital

Secondo l’Amministratore Delegato di Cerveed Andrea Mignanelli, la società che da quarant'anni analizza i bilanci di tutte le imprese italiane, Gli scenari sono due:

il primo ipotizza che il cigno nero (o Coronavirus, gli abbiamo anche leggermente addolcito il nome), possa essere arginato entro il mese di maggio, generando la perdita complessiva di 275 miliardi di euro considerando il biennio 2020/21;

il secondo scenario più drammatico ipotizza una proiezione dell’emergenza fino a dicembre, giungendo così alla totale chiusura delle frontiere dei mercati europei (sai che novità, l’hanno praticamente già fatto) e il ritorno alla normalità richiederà altri sei mesi per una possibile ripresa.


Nel biennio se ne andranno in fumo ricavi complessivi per 641 miliardi, tra gli oltre 469 miliardi di questo 2020 e i quasi 172 dell'anno prossimo, un vero calcio nelle gengive.

Noi da inguaribili ottimisti che amano interpretare i numeri, possiamo solo augurarci che il primo scenario prevalga e festeggeremo insieme la dimissione dell’ultimo ammalato durante la primavera.

Sempre ad opera di Cerveed, la diffusione di una ricerca calibrata sulla base dello scenario pessimistico, il quale ha rilevato la possibilità di fallimento del 10,4 per cento delle imprese italiane. La prima cosa che balza all'occhio è il fatto che, se l'emergenza finisse a maggio, le imprese italiane riuscirebbero già dal prossimo anno a recuperare un livello di fatturato superiore dell'1,5% rispetto a quello ottenuto nel 2019, pari secondo le stime di Cerved a 2.410 miliardi di euro.

"Questo dato è interessante perché, dopo le crisi del 2008 e del 2011, l'economia italiana non ce l'aveva fatta a tornare ai livelli precedenti, in parte perché il fallimento di molte aziende aveva ridotto la base produttiva. Il fatto che adesso sia possibile aspettarsi un rimbalzo completo riflette il miglioramento dal punto di vista economico e patrimoniale delle aziende che sono sopravvissute alle difficoltà, diventando più forti di prima", dice Mignanelli.

Le aree più colpite

Sempre nello scenario pessimistico stimato da Cerveed, la Lombardia brucerebbe un fatturato di 182 miliardi, seguite dal Lazio (118 miliardi), Piemonte (60), Veneto ed Emilia Romagna (poco più di 57 per entrambe).

Di fatto potrebbero essere questi gli effetti del “cigno nero” che colpisce indistintamente tutto il territorio nazionale, senza distinzione di confini, razze e civiltà. Magari ne beneficerà il senso di appartenenza col diffondersi di un sentimento nazionale sempre più condiviso.

“CORONAVIRUS BATTE GARIBALDI, CAVOUR E COMPAGNIA CANTANTE 1 A 0 ED UNITA’ SIA”


Stime di performance

Ma torniamo a noi, ai numeri ed ai settori dell’economia con le loro relative performance, ben evidenziate dalle stime di Cerveed:

Se l'epidemia continuasse a tormentare l'Italia anche dopo l'estate, il 2020 per molte di esse diventerebbe indimenticabile: nella grande distribuzione alimentare crescerebbero dai 108 miliardi del 2019 a 132 miliardi, nel commercio all'ingrosso dei prodotti farmaceutici e medicali da 33 a 38 miliardi, nel commercio online da 4,3 a 6,7 miliardi.

Questi dati, nonostante sia presto per giungere ad una conclusione, ci obbligano ad una riflessione profonda già da adesso, per cui attenzione a non chiudere il vostro albergo per fare i fashion blogger.

Com'era prevedibile il settore medico e farmaceutico rilevano dati in forte rialzo, mentre tutto il mondo ricettivo, ristoranti e trasporti risentono maggiormente dell’impatto e a giusta ragione visto che pur di contenere il contagio, abbiamo “barattato” il piacere di andare in giro.

L'incredibile opportunità

Fin qui tutto logico, così come potrà sembrare logico il fortissimo slancio del commercio online e su questo verte la nostra riflessione:

crediamo possa essere una grande sfida ma anche un incredibile opportunità digitalizzare il nostro business, in quanto alla fine dell’emergenza, ci troveremo di fronte un panorama completamente diverso.

Se prima il vostro “capo” vi obbligava a correre in ufficio per mettersi apposto il file excel del giorno prima (credetemi ci sono ancora imprese che con un fatturato di tutto rispetto, fanno ancora fatica ad usare un foglio di calcolo), forse avrà già compreso che semplicemente accedendo il pc può contribuire a:

· Farti risparmiare carburante per giungere in ufficio

· Ridurre il consumo di CO2

· Ridurre il livello di stress da lavoro

· Condividere lo schermo con te e lavoraci insieme

· Risparmiare su un eventuale richiesta di rimborso spese da parte vostra

· Risolvere il problema in tempi brevi

Moltiplicate questi “pochi” vantaggi per n° volte in cui tutti i giorni in un azienda c’è qualcuno che elabora richieste simili. Pensate un po’ che magia. Si chiama Smart Working.

Anche secondo l’autorevole parere di Mignanelli:

"La debolezza del nostro sistema imprenditoriale è stata, negli ultimi anni, l'esiguità degli investimenti in tecnologie, che sono più bassi rispetto agli altri Paesi europei con i quali siamo in concorrenza"

Egli sottolinea i dati che mostrano come i ricavi delle aziende connesse all'informatica o all'automazione non smetteranno di crescere:

"La speranza è che l'epidemia, che costringe le persone a casa, possa contribuire a convincere gli imprenditori - soprattutto i più piccoli - che gli investimenti in tecnologia sono necessari per aumentare la produttività. Farlo non vuol dire necessariamente ridurre il costo del lavoro ma, al contrario, far aumentare contenuti e capacità di chi lavora"

Scenario in ogni caso non proprio digeribile, ma ci teniamo a sottolineare come ancora una volta, l’impatto derivante da eventi potenzialmente catastrofici, diano spazio a quelle incredibili opportunità latenti nascoste dietro l’ignoranza, la pigrizia e una cementificata zona di confort.

E’ ora di cambiare.

Ad majora.