IL POTENZIALE IMPATTO DEL CIGNO NERO NEL "BEL PAESE"

Aggiornamento: mag 26

Se a maggio tornasse la normalità, le imprese potrebbero già nel 2021 raggiungere un livello di ricavi dell'1,5% superiore a quello dell'anno scorso. La crisi è anche un'occasione da non perdere per un cambiamento epocale sotto tutti i punti di vista a partire dal mondo digital

Secondo l’Amministratore Delegato di Cerveed Andrea Mignanelli, la società che da quarant'anni analizza i bilanci di tutte le imprese italiane, Gli scenari sono due:

il primo ipotizza che il cigno nero (o Coronavirus, gli abbiamo anche leggermente addolcito il nome), possa essere arginato entro il mese di maggio, generando la perdita complessiva di 275 miliardi di euro considerando il biennio 2020/21;

il secondo scenario più drammatico ipotizza una proiezione dell’emergenza fino a dicembre, giungendo così alla totale chiusura delle frontiere dei mercati europei (sai che novità, l’hanno praticamente già fatto) e il ritorno alla normalità richiederà altri sei mesi per una possibile ripresa.


Nel biennio se ne andranno in fumo ricavi complessivi per 641 miliardi, tra gli oltre 469 miliardi di questo 2020 e i quasi 172 dell'anno prossimo, un vero calcio nelle gengive.

Noi da inguaribili ottimisti che amano interpretare i numeri, possiamo solo augurarci che il primo scenario prevalga e festeggeremo insieme la dimissione dell’ultimo ammalato durante la primavera.

Sempre ad opera di Cerveed, la diffusione di una ricerca calibrata sulla base dello scenario pessimistico, il quale ha rilevato la possibilità di fallimento del 10,4 per cento delle imprese italiane. La prima cosa che balza all'occhio è il fatto che, se l'emergenza finisse a maggio, le imprese italiane riuscirebbero già dal prossimo anno a recuperare un livello di fatturato superiore dell'1,5% rispetto a quello ottenuto nel 2019, pari secondo le stime di Cerved a 2.410 miliardi di euro.

"Questo dato è interessante perché, dopo le crisi del 2008 e del 2011, l'economia italiana non ce l'aveva fatta a tornare ai livelli precedenti, in parte perché il fallimento di molte aziende aveva ridotto la base produttiva. Il fatto che adesso sia possibile aspettarsi un rimbalzo completo riflette il miglioramento dal punto di vista economico e patrimoniale delle aziende che sono sopravvissute alle difficoltà, diventando più forti di prima", dice Mignanelli.

Le aree più colpite

Sempre nello scenario pessimistico stimato da Cerveed, la Lombardia brucerebbe un fatturato di 182 miliardi, seguite dal Lazio (118 miliardi), Piemonte (60), Veneto ed Emilia Romagna (poco più di 57 per entrambe).

Di fatto potrebbero essere questi gli effetti del “cigno nero” che colpisce indistintamente tutto il territorio nazionale, senza distinzione di confini, razze e civiltà. Magari ne beneficerà il senso di appartenenza col diffondersi di un sentimento nazionale sempre più condiviso.

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Stime di performance

Ma torniamo a noi, ai numeri ed ai settori dell’economi