• Giovanni Cigliano

SE IL TUO BUSINESS E’ STATO TRAVOLTO DALL'EMERGENZA, ECCO IL PRIMO PASSO DA FARE

Aggiornato il: apr 24

Ecco da dove iniziare per mettere in protezione il tuo business

Il flusso di cassa o cash flow è l’ elemento finanziario più importante per l’azienda. È spesso, proprio la mancanza di liquidità a mettere in forse la sopravvivenza dell’impresa decretando il successo o, al contrario, la crisi o addirittura il fallimento delle sue attività.

I Britannici pronunciano spesso una frase al riguardo nelle organizzazioni: “Turnover is vanity, profit is sanity but cash is reality”, tradotto più o meno come “Il fatturato è vanità, l’utile è raziocinio, ma la liquidità è concretezza”.

Noi ne amiamo un'altra forse anche più celebre e di estrazione decisamente cattolica: “Sine pecunie, cantar tu misse” , tradotto “senza denaro, non si cantano messe”.


Non è raro, infatti, che un’impresa, pur generando ampi margini di profitto, si trovi in sofferenza di liquidità, quindi incapace di pagare le tasse, i fornitori o i dipendenti a causa del cash flow negativo.


Cos'è il flusso di cassa

Il flusso di cassa indica le variazioni positive o negative della liquidità dell’azienda che si verificano in un dato periodo di tempo, generalmente un anno. pratica, si ottiene come differenza tra il totale delle entrate e delle uscite monetarie e rappresenta l’ammontare del denaro liquido che l’azienda possiede in un dato momento della sua vita.

Nelle aziende più educate, Il suo valore è inserito nella contabilità generale, che raccoglie in modo sistematizzato all’interno del bilancio gli scambi economici dell’azienda con l’esterno, rappresentati in termini di costi e ricavi, con l’obiettivo finale di definire il risultato d’esercizio.


A cosa serve il cash flow

Il cash flow è una misura della capacità dell’azienda di autofinanziarsi senza dover ricorrere all’indebitamento. E qui rivolgiamo un accorato appello di natura ironica, ma che rende bene l’idea, a tutti quelli che “Eh ma le tasse sono alte”, “ Si, ma le banche non mi finanziano” ed altre lamentele varie.


Se realizzate bene i flussi di cassa avrete addirittura la sensazione di poter sopperire alla pressione fiscale (molto alta in Italia, ma con le giuste strategie, si può fare tutto) e persino andare dal vostro amico direttore di filiale e dire “Va che flussi! Vorresti concedermi un finanziamento eh?! Ma sai che ti dico, toh prendi 20€ e vammi a lavare quel classe C Coupè, con cui esco a comprare le sigarette”.


Quando sarete in grado di stimare con una buona approssimazione i flussi di cassa a una certa data, sarete in grado di negoziare per tempo le eventuali coperture necessarie a coprire i deficit di liquidità e garantire la solvibilità finanziaria dell’azienda anche a fronte di eventi imprevisti.


Come calcolare il cash flow

Prima di tutto bisogna avere contezza, banalmente, di tutto quello che entra e tutto quello che esce dal conto corrente, dalla tasca dell’imprenditore e da tutte quelle fonti di liquidità che vengono prese in esame.


Chiariamo, se state utilizzando l’azienda per detrarre risorse dall'attività e destinarle ai i vostri scopi personali, come comprare la casa al mare o frequentare quel fighissimo Night Club, nulla quaestio, non spetta a noi giudicare.

Si tratta tuttavia di scelte di vita personali, che possono però compromettere non solo i flussi di cassa, ma il business stesso.

Lamentarsi dopo di non avere denaro sufficiente per onorare gli impegni con fornitori e soprattutto dipendenti, è una cosa per nulla etica, particolarmente egoistica e preferiamo non seguire aziende del genere.

Si, ci è capitato ed abbiamo piacevolmente declinato l’invito, dopo aver scambiato qualche chiacchiera con l’imprenditore.


Tornando a noi Il cash flow si ottiene aggiungendo all’utile o alla perdita d’esercizio i costi non monetari – ammortamenti di macchinari e impianti, gli accantonamenti per rischi futuri, i TFR o la svalutazione dei crediti – e sottraendo i ricavi non monetari come le imposte anticipate o la rivalutazione delle partecipazioni. Ma tranquilli, abbiamo realizzato vari modelli apposta per voi.


Differenze tra profitto e cash flow positivo

La capacità di far fronte ai pagamenti con la liquidità sufficiente è generalmente considerato un buon segnale dello stato di salute dell’azienda. Nel mondo della finanza, poi, il cash flow è un indicatore essenziale dell’ attrattività di un’impresa per gli investitori, ben più del fatturato, o del profitto.


Il fatturato rappresenta l’ammontare complessivo delle vendite in un determinato periodo di tempo.


L’utile d’esercizio (o profitto) è la sintesi dei movimenti economici realizzati nel corso di un anno o esercizio fiscale. Si ottiene come differenza tra i ricavi e i costi, indipendentemente dai movimenti monetari che queste operazioni hanno generato. Se il saldo è negativo, l’azienda avrà realizzato una perdita d’esercizio, in caso contrario un utile d’esercizio. Il profitto non tiene, conto dell’effettivo pagamento dei costi sostenuti o dell’effettivo incasso delle vendite realizzate, che potranno non coincidere con i costi e i ricavi contabilizzati nel periodo a causa di dilazioni e insoluti.


L’utile non va, quindi, confuso con il cash flow positivo, che evidenzia l’ammontare delle risorse finanziarie nette prodotte nel periodo considerato.

Un’azienda potrà avere un utile positivo ma trovarsi in debito di liquidità o, al contrario, avere una buona liquidità ma operare in perdita. Quindi, state attenti.


I pericoli del cash flow negativo

Se è vero che lo scopo principale dell’azienda è essere in utile, è altrettanto vero che bisogna fare i conti quotidianamente con dilazioni e ritardi nel pagamento delle fatture, che rimandano l’entrata di cassa di una vendita magari già registrata da tempo tra i ricavi.


Sul fronte opposto, le improvvise dimissioni di un dipendente obbligano l’impresa a liquidargli in brevi tempi il TFR e la cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate deve essere pagata prontamente per non incappare in fermi amministrativi e pignoramenti.

L’azienda che non pianifica attentamente i flussi di cassa può, quindi, trovarsi suo malgrado in situazioni di illiquidità che arrivano anche a minarne la sopravvivenza stessa.

Pianificare e gestire attentamente i flussi di cassa in ingresso e in uscita è, quindi, essenziale per assicurare quel “respiro finanziario” che permette all'impresa di sostenere al meglio la propria attività senza indebitarsi eccessivamente.



Come gestire al meglio il cash flow della tua azienda

Con la giusta liquidità, l’impresa è in grado di pagare senza problemi le tasse, i fornitori e altri creditori, così come i dipendenti. E magari effettuare anche investimenti aggiuntivi per sostenere la crescita del business.

Esistono alcuni accorgimenti che permettono di migliorare la liquidità aziendale impostando una pianificazione attenta del cash flow. Si parte dal calcolo periodico del reddito operativo, ottenuto dalla differenza tra attività e passività a breve termine, e si procede con opportuni aggiustamenti. Ecco i principali:


· Mettere in atto strategie di risk management efficaci

Individuare e tenere sotto controllo i rischi d’impresa (risk management), permette di prevenire i possibili scenari di illiquidità. Per fare questo bisognerà, per esempio, valutare l’impatto della stagionalità delle vendite o l’incertezza economica legata agli investimenti compiuti in passato.


· Gestire al meglio le dilazioni di pagamento

È buona norma tenere traccia di tutte le dilazioni di pagamento concesse, e programmarle in modo che i flussi di incasso siano costanti nel tempo. È anche consigliabile ipotizzare nel calcolo del cash flow una percentuale di insoluti, ovvero di pagamenti che con buona probabilità non verranno mai riscossi. In questo modo, si eviteranno brutte sorprese.


· Aggiornare periodicamente le previsioni di budget

Di budget ne abbiamo già parlato, è il documento che indica la previsione della situazione patrimoniale ed economico-finanziaria al termine di un periodo. Generalmente il suo orizzonte temporale è l’anno, con dettagli previsti su base mensile o trimestrale.

· Calcolare gli ammortamenti di macchinari e impianti e le scorte di magazzino

Una gestione del tasso di obsolescenza tecnica di impianti e macchinari permetterà di evitare svalutazioni eccessive nella fase terminale della loro vita utile, che potrebbero penalizzare il cash flow. Allo stesso modo, adottare una buona pianificazione delle scorte servirà a evitare di finire “out-of-stock” senza immobilizzare risorse eccessive nel magazzino.


Esistono vari modi per definire il proprio flusso di cassa, ma anche in questo caso non potete fare da soli. Ci dispiace. Per redigere un flusso di cassa e monitorarlo in piena autonomia avrete bisogno di figure esperte. Ma per amor del cielo, non chiamate noi. Noi abbiamo solo strutturato un metodo che tiene conto di tutto il capitale tangibile ed intangibile che possa impattare sulle aziende e risolvergli più di qualche problema, tipo quello della liquidità.


“La prima regola è non perdere i soldi. La seconda regola è non dimenticare la prima.”

(Warren Buffett)


La terza è prenota qui la tua consulenza gratuita :

https://calendly.com/bsafeconsulting/consulenza-gratuita-risk-management


A presto.